Eventi Dal 27 novembre al 10 gennaio 2016 al Museo Emilio Greco di Catania la mostra condivisa dei pittori Antonio Recca e Nino Costa
Dal 27 novembre al 10 gennaio 2016 al Museo Emilio Greco di Catania Antecedenze, mostra condivisa dei pittori Antonio Recca e Nino Costa.
Antecedenze, di Aurelia Nicolosi
Antonio Recca e Antonio Costa, un dualismo sincronico e sinestetico che coinvolge la percezione dello spazio e della Natura. Scultura e pittura respirano all’unisono attraverso l’uso degli oli, delle tele, del ferro e di altri materiali di riciclo. È arte contemporanea che viene raccontata attraverso un percorso dove il dialogo tra dimensioni ed elementi è costante e coinvolge lo spettatore in un vortice caleidoscopico di idee, metafore, sillogismi, non lontani dal vissuto di ognuno.

Antonio Recca, Paysage, 2015, smalto su forex, cm 100 x 120
Le antecedenze, le rimembranze, i ricordi, non riguardano solo la giovinezza e la formazione dei singoli artisti ma rimandano ad un bagaglio di conoscenze che giungono alla piena maturità. La creazione diventa afflato vitale che attinge dall’esperienza di anni improntati all’azione, alla ricerca e al confronto.
L’arte di oggi non è semplicemente frutto di un processo imitativo, non è contemplazione o ricostruzione del Bello, ma rappresenta, soprattutto, una rottura con gli schemi e con gli accademismi, affrontando e analizzando la profonda crisi dell’uomo e la rapida trasformazione sociale che investe tutti gli aspetti del quotidiano.
La figura si dissolve e si traduce in punti, linee, concetti, colori primari e secondari, che già agli inizi del Novecento denotavano una cesura netta col passato, un passaggio di testimone dai canoni precostituiti a una rivoluzione di forme e contenuti, che gridavano al cambiamento. L’espressione dell’Io, l’inquietudine interiore scavava dei solchi giganteschi, segnava il cammino degli artisti che si sentivano investiti di nuove responsabilità, diventando veicolo di mutamento e di denuncia.

Nino Costa, Falsa memoria, 2015 (particolare)
Nel 1929 Freud scriveva: «La sofferenza (
das leiden) ci minaccia da tre parti: dal nostro corpo, che, destinato a deperire e a disfarsi, non può eludere quei segnali di allarme che sono il dolore e l’angoscia, dal mondo esterno che contro di noi può inferire con forze distruttive inesorabili e di potenza immane, e ,infine, dalle nostre relazioni con gli altri uomini. La sofferenza che trae origine dall’ultima fonte viene da noi avvertita come più dolorosa di ogni altra». L’arte, dunque, costituiva una catarsi interiore e sociale, che si ritrova ancora oggi in molti progetti: ciò che è astratto, informale o concettuale diventa analisi intrapersonale e simultaneamente dialogo animato tra una parte e il tutto. Tale è il senso che unisce le opere dei due artisti, alla ricerca di un oltre, di un altrove sotteso ai discorsi e alle riflessioni attuali.

Antonio Recca, Visione, 2010, tecnica mista su forex cm
Seguendo le orme di Camus si potrebbe affermare che «il mondo in sé, non è ragionevole: è tutto ciò che si può dire» ma all’interno di un Χάος primordiale «anche il creare è un dar forma al proprio destino» e «l’opera d’arte nasce dalla rinuncia dell’intelligenza a ragionare il concreto». Se il mondo fosse chiaro, l’arte non sussisterebbe: «Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro». Tocca all’osservatore capire, accettare e comprendere ciò che si dispiega davanti ai suoi occhi, ponendosi nella giusta prospettiva, senza inibizioni, pregiudizi o sovrastrutture, ricongiungendosi con quei moti dell’animo, a volte difficili da percepire, ma fortemente e inesorabilmente radicati e presenti nella vita di ciascuno di noi. Come affermava Marinetti, l’arte è il prolungamento della foresta delle vene umane, che si effonde, fuori dal corpo, nell’infinito dello spazio e del tempo.

Nino Costa, Verso la terra, 1995

Antonio Recca
Antonio Recca nasce a Catania dove si forma culturalmente ed artisticamente esprimendo grande vivacità di interessi. Per anni ha vissuto e lavorato a Milano e all’estero spaziando in molti settori: dall’arte alla moda al design. Tale percorso lo ha portato a cogliere sempre la trasversalità dei linguaggi e la loro contaminazione, le relazioni tra discipline diverse, ma complementari. Attento osservatore di luoghi e di paesaggi che rilegge in chiave poetica, visionaria, intima, ora solare ora cupa. La sua tecnica pittorica evidenzia bene questi transiti dando vita a paesaggi astratti, a paesaggi dell’anima che mantengono un riferimento con il reale che viene sublimato, trasformato e innalzato a pensiero, ad elaborazione, che è proprio della natura dell’arte. L’invisibile che cela tracce di un visibile, strati di colore che invece di coprire svelano, stratificazioni cromatiche che come risultato tendono al nero ed, ancora, altre sperimentazioni costituiscono la grammatica visiva dell’artista che non si ferma allo strato superficiale della tela ma va oltre, al di là del nero schiudendo altri meccanismi mentali e di visione. Con opere di grande e di diverso formato, egli attira il fruitore in un magma di colori, che successivamente amalgama e copre, amplificando così stati emozionali e percezioni visive.

Nino Costa
Nino Costa nasce ad Acireale si diploma all’Istituto d’Arte e si laurea al DAMS di Bologna città dove ha vissuto per un decennio e dove la sua formazione artistica e culturale si è consolidata. I suoi molteplici interessi lo hanno sempre sospinto verso un continuo nomadismo artistico. Design, scultura, fotografia sono territori incessantemente attraversati in un viaggio che diventa costantemente riflesso, interpretazione e metafora della vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca si è sempre di più concentrata su una risemantizzazione degli oggetti di uso quotidiano. Sedie, tavoli, diventano astratte forme geometriche che conservano la loro memoria di oggetto funzionale e tramutano di senso in un continuo gioco di rimandi coinvolgendo lo spettatore che può, in alcuni casi, interagire con l’opera stessa e diventare protagonista.