Un cicloviaggio attraverso le terre confiscate alla mafia e restituite alla legalità, in Sicilia. Libera e Terra: un binomio potente. Parla di comunit
Un cicloviaggio attraverso le terre confiscate alla mafia e restituite alla legalità, in Sicilia. Libera e Terra: un binomio potente. Parla di comunità che prendono coscienza, si organizzano e crescono. Parla del rivoluzionario lavoro di Danilo Dolci, poeta pedagogo e architetto italo sloveno di Sežana presso Trieste. Tre volte candidato al premio Nobel per la Pace, quale promotore della lotta nonviolenta alla mafia e del riscatto sociale, in una Sicilia ostaggio della miseria e devastata dal terremoto nel Belìce. Bici Libera Tutti si svolge durante le feste pasquali, dal 25 marzo al 2 aprile ed è promossa dal Comitato pace e convivenza Danilo Dolci assieme a Fiab Ulisse e Libera Trieste, in stretto contatto con Federazione Amici della Bicicletta, Libera e il Centro Turistico Studentesco di Palermo.

Cicloviaggio all’insegno della legalità
La prima giornata del cicloviaggio, sabato 26 marzo, avrà luogo a Palermo, dove i partecipanti incontreranno la cittadinanza alle 11.30 nella sede di Libera, per dirigersi alle 13 in via D’Amelio a ricordare il sacrificio dell’agente muggesano Eddie Cosina ucciso assieme al giudice Borsellino e alla sua scorta. Assieme a Rita Borsellino e agli aderenti al movimento Scorta civica.
Ma Il programma di Bici Libera Tutti, in ascolto dei racconti di luce, di rocce e di acque della terra primordiale siciliana, e delle persone che con determinazione difendono la libertà e la legalità di questa terra, parte venerdì 25 marzo dall’aeroporto di Trieste. Sabato vigilia di Pasqua alle 11.30 presso la sede di Libera s’incontra la città di Palermo, si ritirano le biciclette e ci si dirige in via D’Amelio a ricordare il sacrificio dell’agente muggesano Eddie Cosina, ucciso assieme al giudice Borsellino e alla sua scorta.
Domenica di Pasqua, passaggio presso il monumento a ricordo della strage di Capaci, dove morirono il giudice Falcone, sua moglie ed i poliziotti che li accompagnavano. Sosta a Cinisi alla Casa della memoria, dedicata all’opera di Peppino Impastato e arrivo a Trappeto, per conoscere l‘esperienza di Danilo Dolci attraverso l’ospitalità conviviale dei figli e la pedagogia “maieutica” dolciana, presso il recentemente restaurato “Borgo di Dio”.

Felicia Impastato – Casa della memoria, Cinisi
A Pasquetta pedalata da Trappeto a Partinico dove sul tetto di palazzo Scalia nacque la “Radio dei poveri cristi”, primo esperimento di radio libera in Italia ripreso da Impastato che fondò “Radioaut”. Sempre a Partinico visita all’emittente televisiva Tele Jato, quindi trasferimento presso la diga sul lago Poma, primo dei laghi artificiali costruiti in tutta la Sicilia per sottrarre l’acqua al monopolio della mafia.
Martedì 29 partenza da Castellammare del golfo, verso il tempio greco di Segesta e Gibellina Nuova ad incontrare il Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione. Grazie alla pressione popolare, a Gibellina e alla valle del fiume Belìce terremotati venne riconosciuta la prima Obiezione di coscienza, e i giovani del posto evitarono il servizio militare per ricostruire i paesi distrutti.
Mercoledì 30 marzo visita a due villaggi abbandonati dopo il terremoto del 1968, quindi arrivo a Campofiorito attraverso il paesaggio primaverile dei Monti Sicani. Il giorno dopo raggiunta Corleone ed il Centro di documentazione sulla mafia, barra verso San Cipirrello per visitare la Cantina Centopassi di LiberaTerra, cooperativa che produce il vino sui terreni confiscati alla mafia.
Prosecuzione sull’ex ferrovia Camporeale — Palermo destinata a divenire pista ciclabile, verso Piana degli Albanesi presso Portella della ginestra, dove avvenne l’agguato e la strage popolare del primo maggio ’47 e, sempre attraverso l’ex ferrovia arrivo presso la Cattedrale di Monreale il 1° aprile. Discesa finale verso il capoluogo siciliano assieme ai ciclisti palermitani e nel pomeriggio Incontro di pace, quale omaggio finale al lavoro di Dolci in Sicilia prima del ritorno a Trieste.
I promotori ringraziano tutte le persone che hanno collaborato alla riuscita di questa iniziativa, qui citate in ordine sparso nella speranza di non dimenticare alcuno. Giacomo Scognamillo, Marco Onorato, Antonella Leto, Amico Dolci, En Dolci, Roberta Lobianco, Alessandro Lagrassa, Fulvio Vassallo Paleologo, Gaetano Cascino, Francesco Citarda, Umberto Santino, Francesco Locascio, Aurelio Cibien, Giovanni Pagano, Pino Dicevi, Orazio De Guilmi, Pino Maniaci.