Volontariato e Onlus Il ketch di 11 metri con cui i coniugi Sergio e Licia Albeggiani fecero il giro del mondo dal 1984 al 1987 è tornato a nuova luce grazie a un progetto di reinserimento sociale e lavorativo che ha coinvolto ragazzi del circuito penale, ex-tossicodipendenti, disabili e migranti
Lisca Bianca dopo 20 anni è tornato in maree. Il veliero di 11 metri con cui i coniugi Albeggiani – Sergio e Licia – realizzarono il giro del mondo dal 1984 al 1987 è tornato a nuova vita grazie a un progetto di reinserimento sociale e lavorativo che ha coinvolto i ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina” di Palermo, i ragazzi della Comunità di recupero “Sant’Onofrio” di Trabia, i giovani migranti del circuito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e gli infortunati di Inail in cerca di una nuova occasione di formazione e riscatto. Il suo restauro è stato il risultato di tre anni di duro lavoro.

Lisca Bianca, il ketch che ha fatto il giro del mondo
Lisca Bianca è un Carol Ketch di legno di 36 piedi ritrovato da Elio Lo Cascio (sociologo, mediatore penale) e Francesco Belvisi (designer e progettista navale) in un cantiere periferico di Palermo dopo oltre 20 anni di abbandono che la famiglia Albeggiani ha poi deciso di donare per finalità etiche e sociali. Nel 2013 ha preso il via, quindi, il progetto Lisca Bianca – navigare nell’inclusione, con l’obiettivo di consentire ai giovani coinvolti di acquisire conoscenze professionali, al fine di favorirne il reinserimento sociale. Un progetto poi sostenuto anche dal Comune di Palermo, che ha messo a disposizione il padiglione 5 della Fiera del Mediterraneo, che costituisce la “base a terra” dell’intera operazione.
Il veliero, con a bordo il “comandante” Sergio e il “nostromo” Licia, realizzò, salpando da Porticello, il primo periplo del globo dal 1984 al 1987: un viaggio di trentamila miglia che in tre anni solcò i mari più belli: Canarie, Antille, Galapagos, Hawaii, Maldive, Mar Rosso. Un secondo giro del mondo, nel 1989, venne interrotto dall’improvvisa scomparsa di Sergio Albeggiani, avvenuta a Las Palmas. Da allora, un lento declino che avrebbe portato inesorabilmente alla demolizione della barca.

Licia Albeggiani ed Elio Lo Cascio
«Quando decidemmo di fare il giro del mondo – racconta Licia Albeggiani, presente al varo della barca sabato scorso – nessuno credeva che ce l’avremmo fatta, esattamente come in pochi avrebbero scommesso su questo progetto di recupero sociale, che ha coinvolto tanta gente. Sapere che la barca si metterà a servizio degli altri mi rende felice».
Presente al varo anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: «Tecnicamente siamo in presenza di una lucida follia: inizia il terzo giro del mondo con due sole considerazioni: la vela e il mare. Palermo ha un forte rapporto con il mare che deve servire non a dividere ma ad unire. Lisca Bianca è stata uno straordinario strumento per unire realtà che nella loro vita non si sarebbero mai incontrate. Qui ci sono gli artisti, i ragazzi del Malaspina, i migranti che hanno il diritto di decidere dove andare a vivere la propria esistenza. Questa barca – ha proseguito il sindaco – è Palermo, col suo rapporto col mare, con la vela che qui vanta una straordinaria tradizione».