Eventi Con la regia di Giancarlo Sammartano il 30 a San Cataldo; il 31 a Morgantina; l'1 agosto a Eraclea Minoa, il 5 a Palazzolo Acreide
Il regista Giancarlo Sammartano propone per il circuito Teatri di Pietra un repertorio di due spettacoli da testi plautini di diversa natura ma di pari significato e valore: Il Persiano (Persa), e Il Cartaginese (Phoenulus). Il Persiano, nel suo perfetto intreccio di verità ed apparenze, realizza un modello inimitabile di macchina comica, dove la boria del potere dei padroni è messa impietosamente alla berlina con uno spirito dissacrante che rimanda alla poetica di Aristofane, all’utopia di una società di giusti in armonia con la vita naturale del mondo.
Il Cartaginese, composto nel ricordo delle guerre puniche, che tanto avevano scosso la potenza militare e politica romana, costituisce un esilarante intreccio di innamorati, ragazze libere vendute come schiave, di servi sciocchi e intraprendenti, di soldati spacconi. Travestimenti, inganni, trappole costruite a vista per lo scioglimento finale dove trionfa la giustizia elementare del buon senso nel sogno della libertà collettiva.

Il cast de Il Persiano e de il Caltaginese con le loro maschere di scena
Gli spettacoli, (con la regia di Giancarlo Sammartano, scena e costumi di Daniela Catone, musiche di Stefano Marcucci, maschere di Giancarlo Santelli) ripropongono la storica ed affascinante modalità scenica di quella drammaturgia: solo quattro attori infatti, attraverso l’uso delle maschere interpretano – in un vorticoso e di per sé esilarante gioco teatrale – i quindici ruoli dei due testi. La formula riprende con coerenza e rigore l’esperienza dei primi anni ’90 con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa intorno a Curculio e Truculento di Plauto con la regia di Giancarlo Sammartano. Le maschere, realizzate da Giancarlo Santelli, sono ricreate sul modello delle terracotte votive a Dioniso, rinvenute negli anni ’60 e ‘70 negli scavi della necropoli di Lipari, che riproducono fedelmente i tipi della commedia greca nuova di Menandro e per affinità quelli della palliata latina.
Una piccola compagnia in grado di farsi letteralmente in quattro vuole riportare oggi – con scrupolo filologico e libertà di pensiero – alla dimensione originaria il teatro plautino: restituendogli da un lato il divertimento degli intrecci, delle situazioni, dei caratteri, degli scontri verbali; ma anche guardando alla grande lezione del teatro classico che ha nel rapporto con il pubblico – sia nel tragico che nel comico – il valore di un’esperienza conoscitiva sulla natura del mondo sociale. Una memoria segreta sul senso e il valore del Teatro, in cui la parola acrobatica danza in un corpo vitale, dove oltre la malizia di espugnare il pubblico – di piacere – trasmettendo tensione o allegria, circola un umore acre e coinvolgente.
Il mondo plautino non descrive soltanto una galleria di tipi e situazioni comiche paradossali, ma riflette, nella deformazione del teatro, un intero mondo sociale. La Roma repubblicana e la romanità sono descritte ed interpretate come un universo parallelo dove le regole sono sovvertite e riscritte a tutto vantaggio di giovani innamorati e servi intraprendenti. Uno spazio di libertà che solo il teatro, nella sua leggerezza ed apparente innocuità può permettersi di praticare.
«Un teatro quindi, che con il pretesto del puro divertimento, rimette in moto spirito di osservazione, di comprensione, di critica – scrive Sammartano -. Con il futile pretesto di esili storie, di improbabili intrecci, di personaggi ridicoli, questo teatro parla del nulla che incombe sulla vita, crea molte luci per alludere ad altrettante ombre. Per suggerire allo spettatore che se il teatro non sempre riflette fedelmente la vita certamente ne spiega con sapienza le pene e le gioie. Il Persiano e Il Cartaginese, come due capitoli di un grande romanzo, nascono oggi in equilibrio tra la memoria di un vivo passato e il legittimo desiderio di inventare ancora, comunicando al nuovo pubblico – così diverso ma non difforme da quello antico – il senso di un divertimento che sia anche curiosità del conoscere e gioia del sapere».
Il Persiano – Il Cartaginese
da Tito Maccio Plauto
regia Giancarlo Sammartano
musiche Stefano Marcucci
scena e costumi Daniela Catone
maschere di Giancarlo Santelli
con Paolo Floris, Tommaso Lipari, Mattia Parrella e Andrea Puglisi
REPLICHE: 30 luglio Istituto Fascianella San Cataldo; 31 luglio Teatro Morgantina; 1 agosto Eraclea Minoa; 5 agosto Teatro Akrai Palazzolo Acreide
Prenotazioni: è possibile prenotare i biglietti inviando un SMS o un messaggio WhatsApp al nr 3279473893 indicando: data e titolo dello spettacolo; sito della rappresentazione, nr biglietti da prenotare e Cognome. La prenotazione sarà riservata fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo