Musica Al Monastero dei Benedettini di Catania dal 20 al 23 giugno concerti, workshop e buone pratiche ecosostenibili
Il Marranzano World Fest giunge alla 10° edizione e si conferma come punto di riferimento per un ambito culturale ampio e variegato in cui la ricerca etnomusicologica si incontra con la pratica musicale e con la divulgazione e la salvaguardia del patrimonio musicale di tradizione orale. Il progetto, ideato e diretto dal musicista ed etnomusicologo catanese Luca Recupero con l’Associazione MoMu Mondo di Musica, è prodotto dall’Associazione Musicale Etnea, storica istituzione concertistica catanese, in collaborazione con l’Università degli studi di Catania, che lo ospiterà dal 20 al 23 giugno, nella meravigliosa cornice del Monastero dei Benedettini, nell’ambito della rassegna “Porte aperte”.

Glen Velez
Il festival nasce nel 2005 con l’esigenza di riscoprire e valorizzare il patrimonio musicale tradizionale del territorio siciliano, attraverso un fertile confronto con le culture musicali di tutto il mondo. Dopo avere indagato nelle precedenti edizioni le diverse tradizioni vocali e strumentali, si concede per la 10ª edizione una piccola e parziale retrospettiva invitando nuovamente a Catania alcuni degli ospiti che hano caratterizzato la storia del festival, tra cui gli straordinari e virtuosi strumentisti Glen Velez (USA), Tran Quang Hai (Vietnam) e Aron Szilagyi (Ungheria), e dedica un approfondimento specifico alle culture musicali delle popolazioni nomadi, con la partecipazione di rappresentanti delle culture Tuareg del Sahara, Kalbeliya del Rajasthan, Rom della Campania.

Kalbeliya del Rajasthan
La valorizzazione della musica tradizionale siciliana resta sempre fortemente al centro dell’attenzione grazie alla partecipazione di rinomati musicisti e ricercatori come Fabio Tricomi, Matilde Politi, Simona Di Gregorio, Maura Guerrera, e con la presentazione della Jacarànda – Piccola orchestra giovanile dell’Etna, un ensemble di giovani musicisti diretto da Puccio Castrogiovanni, che ben rappresenta lo spirito del Marranzano World Fest riconducibile alla celebre affermazione di Gustav Mahler per cui “la tradizione è custodia del fuoco e non culto delle ceneri”.

Matilde Politi
Il Festival quest’anno offre una ulteriore occasione di incontro tra culture diverse attraverso la realizzazione di produzioni originali, come la prima assoluta dell’incontro tra il desert blues dei Tuareg Terakaft con il blues siciliano di Cesare Basile. Oltre ai concerti, il Marranzano World Fest offre la possibilità di approfondire la conoscenza delle culture musicali con la ormai tradizionale conferenza-concerto di apertura, e con un ricco programma di workshop che da sempre caratterizza il festival fornendo al pubblico locale e internazionale occasioni uniche per entrare a contatto con straordinari virtuosi e con portatori delle tradizioni musicali della Sicilia e di tutto il mondo.

Terakaft
Lo studio e la valorizzazione delle musiche di tradizione orale in Sicilia sono per l’organizzazione inseparabili dall’impegno per l’integrazione multiculturale e per la salvaguardia ambientale, convinti che la musica, il canto e la danza siano il terreno ideale per fare germogliare una nuova ecologia umana in cui la valorizzazione della diversità e della pari dignità di tutte le culture si coniuga con la tutela dell’ambiente naturale. Grazie alla collaborazione di numerosi partner il Marranzano World Fest diventa finalmente una manifestazione plastic free, e include tra i propri obbiettivi la promozione di pratiche ecosostenibili da adottare a livello individuale e collettivo. In particolare parte dell’incasso sarà devoluto alla campagna di Legambiente “Cento alberi per Catania”.