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Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare!

Eventi Sabato 17 settembre alle Cave di Cusa lo spettacolo di Miriam Palma per "Luminoso meriggio tra le antiche pietre"

Nell’ambito del progetto “Luminoso meriggio tra le antiche pietre” sabato 17 settembre alle Cave di Cusa di Campobello di Mazara Miriam Palma porta in scena “Sorgenti sorgenti abbiam da scoltare!”, una invenzione della stessa Miriam Palma (voce) accompagnata dalla chitarra classica di Gabriele Giannotta.

Miriam Palma

Miriam Palma

«Fra noi e le sorgenti c’è una sorte di corrispondenza fraterna – scrive Miriam Palma nelle note di regia – loro emettono incessantemente la loro materia fluente così come il poeta emette il suo respiro poetico. Tutto questo ha un momento privilegiato: la notte. Il silenzio e la notte sono la culla in cui nasce il pensiero: il pensiero, atto di vita superiore a qualsiasi altro atto, il pensiero, pura coscienza del sé, non disturbato neppure dall’amore che ancora può legarci a qualcosa di terreno. Questo lavoro nasce da un pretesto, che riguarda il giovinetto di Mozia, cercare di sapere chi e’ ? Chi e’ stato etc… ma con il creare questo momento di teatro, come accade alle vere creazioni, l’autore viene meno ed e’ la stessa creazione a suggerire l’andamento del lavoro, il lavoro ha trovato una sua autonomia creativa.
Tutto inizia con una intervista impossibile fatta ad Eusapia Palladino grande e famosa spiritista della fine dell’ottocento, per sapere o quanto meno avere notizie riguardo il giovinetto di Mozia. Una volta evocata la signora Palladino comincia a parlare, dapprima sfogando la sua triste sorte, e poi man mano incontra degli spiriti che vogliono parlare, anche loro nella vita avevano sentito un vento freddo sulla tempia…Ecco Alda Merini, Giuni Russo, Dino Campana…. E tutt’ora non sappiamo se riuscirà a parlare col e del Giovinetto».

“Luminoso meriggio tra le antiche pietre” nasce da una suggestione, la luce del tramonto al meriggio sulle monumentali pietre, e dalla convinzione che il Parco archeologico, tra i più grandi del Mediterraneo, deve essere considerato come un “unicum” di storia, paesaggio e identità e in quanto tale valorizzato e promosso in ogni sua parte e aspetto. “ Si è scelto un programma che potesse incastorsi nelle pietre e nel paesaggio del parco, – ci racconta Aurelio Gatti, ideatore dell’iniziativa – spettacoli a cui è stata sottratta la macchina scenica per esaltare il contesto : non c’è il palco, l’artificio delle luci teatrali, le quinte di perimetro, per cui l’interprete si fa protagonista e tramite non solo della vicenda rappresentata, ma anche di un tempo e uno spazio altro, straordinario … quello appunto del meriggio..”. Un progetto che prosegue la ormai storica manifestazione dei Teatri di Pietra, quest’anno alla sua XIII edizione e che risponde a diverse istanze : ampliare l’offerta del Parco, puntare a una articolazione delle attività durante l’intero arco dell’anno per una effettiva destagionalizzazione delle iniziative, suscitare e sviluppare tutti quei servizi aggiuntivi conseguenti all’uso culturale dell’area e non ultimo “ fare del parco il luogo teatrale” e non solo una scenografica location per eventi.

 

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