Sugnu Sicilianu E' scomparsa, a 47 anni, la donna originaria di Sortino che per tredici anni ha vissuto da tetraplegica a causa di un proiettile vagante che la colpì alla nuca in piazza Dante a Catania. L'allora studentessa universitaria fu vittima innocente di un regolamento di conti. Due anni fa Mattarella la insignì del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. Il 9 giugno scorso ricevette la laurea Honoris Causa
Addio a Laura Salafia, martire contemporanea di una Sicilia barbara che non sa rinunciare alla violenza gratuita. Oggi è scomparsa, a 47 anni, la donna originaria di Sortino, nel Siracusano, che per tredici anni ha vissuto da tetraplegica a causa di un proiettile vagante che la colpì alla nuca in piazza Dante a Catania, proiettile che si conficcò fra la seconda e la terza vertebra cervicale. Il primo luglio del 2010 un proiettile esploso dalla pistola di Andrea Rizzotti, nella centralissima piazza Dante, proiettile sparato per colpire il pregiudicato Andrea Gravino, reo di averlo insultato, sfortunatamente colpì l’allora 34enne studentessa universitaria, fresca di un esame sostenuto all’Università. Due giorni dopo il fatto criminoso Rizzotti fu arrestato grazie alla testimonianza di uno studente, testimone della scena. Rizzotti fu condannato a 16 anni e mezzo di reclusione.

La laurea Honoris Causa conferita a Laura Salafia il 9 giugno 2023
Laura Salafia era una studentessa della facoltà di Lettere. Era nata a Siracusa il 5 giugno 1976, e ha vissuto la prima parte della sua vita a Sortino. Nel 2003 si era trasferita a Padova per insegnare alle scuole primarie statali, ritornando a Catania nell’autunno del 2006 per completare gli studi universitari in Lettere moderne. Dopo l’incidente trascorse 16 mesi di terapia in un centro specializzato di Montecatone, nei pressi di Imola, prima di rientrare a Catania in una casa attrezzata appositamente per lei. Il 10 settembre 2016 Laura Salafia incontrò Papa Francesco in piazza S. Pietro. Nel 2021 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha insignita del titolo di Cavaliera al merito della Repubblica. Il 9 giugno scorso ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna conferitale dall’Università di Catania.
«Laura è stata un esempio per tutti noi, con la sua forza ha dimostrato che gli obiettivi si possono raggiungere – ha scritto il rettore Francesco Priolo in un messaggio di cordoglio -. Nonostante la sofferenza, la fatica e le difficoltà ha amato la vita e tutte le persone che le sono state vicine, compresa la nostra comunità accademica».
Al cordoglio unanime si associano il sindaco di Catania Enrico Trantino, gli assessori della giunta e tutta l’Amministrazione Comunale di Catania: «Per tredici anni -ha detto Trantino – la sua sofferenza ha interrogato le nostre coscienze di cittadini su un atto di violenza che ha colpito una ragazza innocente, ingiustamente vittima di una cinica sorte. Faremo in modo di ricordarla in modo perenne con l’intitolazione di un luogo evocativo della Città di Catania, affinché il suo modello di donna di cultura, esemplare e coraggiosa, che ha mostrato insuperabile attaccamento alla vita, nella gioia e nel dolore, rimanga un esempio anche per le future generazioni».
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