Battiati Jazz Festival, gran chiusura con il Tibet di Dejanira Bada e il songbook americano dei Just Friend 4et

La nona edizione della kermesse musical-letterario della cittadina etnea si chiude venerdì 18 agosto con la presentazione del libro "Il pensiero tibetano" (Giunti) di Dejanira Bada e il concerto del Just Friend 4et

Battiati Jazz Festival, gran chiusura con il Tibet di Dejanira Bada e il songbook americano dei Just Friend 4et

Chiusura coi fiocchi venerdì 18 agosto, per la nona edizione del Battiati Jazz Festival International literature, festival musicale e letterario del Comune di Sant’Agata li Battiati diretto per la parte musicale dal batterista Antonio Petralia e per la parte degli incontri letterari dallo scrittore Salvatore Massimo Fazio. L’ultima serata sarà aperta dall’incontro con Dejanira Bada, scrittrice e saggista di Jesi ma milanese d’adozione che narra l’esperienza mistica e di ricerca di benessere raccontata nel suo ultimo saggio “Il pensiero tibetano” (Giunti). Seguirà il concerto del progetto di quattro siciliani doc, il Just Friends 4et formato da Paolo Vicari, Giuseppe Asero, Angelo Cultreri e Alessandro Lo Chiano. Sant’Agata Li Battiati è ormai una tra le maggiori piazze di jazz e letteratura che il panorama etneo possa offrire.

Nata a Jesi (Ancona) il 13 gennaio 1984 Dejanira Bada vive a Milano dalla fine degli stessi Anni ’80. Scrive da quando è piccola. A dodici anni la madre le regalò un diario con il lucchetto. Cominciò a scrivere il classico “diario segreto”, raccontando tutto quello che le accadeva. Poi quei suoi scritti si trasformarono in poesie, pensieri, riflessioni: “Li conservo ancora oggi in ben ventidue diari” incalza l’autrice, che continua: “L’amore per la lettura arrivò grazie a mio padre. Per il mio quattordicesimo compleanno mi aspettavo la biografia di Kurt Cobain, e invece ricevetti Il giovane Holden di un certo Salinger. Da principio rimasi delusa ma una volta letto me ne innamorai follemente. Quel giorno i libri diventarono i miei inseparabili compagni di viaggio. Dopo la maturità andai a vivere qualche mese a Londra per migliorare l’inglese. Una volta tornata intrapresi gli studi di filosofia. Ho sempre avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa. Poi, un giorno, scrissi la mia prima storia. A vent’anni iniziai a scrivere un’autobiografia prendendo spunto dai miei diari. Ne venne fuori un libro di 382 pagine dal titolo Generazione in analisi che poi cambiai in Non avere fretta. Impiegai molto tempo per portarlo a termine. Mi servì per fare il punto su quello che era avvenuto nella mia vita fino a quel momento. Fu una grande scuola di scrittura e di vita, quasi un percorso di psicoterapia. Pensai che sarebbe stato quello il mio primo romanzo, invece finì nel cassetto e non lo riaprii mai più. Provai a scrivere il mio primo vero romanzo, lo feci leggere a qualcuno, ma risultò essere ancora troppo banale e acerbo, e anche quel libro finì nel cassetto. Mi impegnai per imparare la tecnica, i segreti del mestiere. Continuai a leggere, e provai a scrivere un nuovo romanzo. Nel frattempo, essendo una divoratrice di musica -principalmente di rock e alternative- e grande amante dell’arte, nel 2008 iniziai a dedicarmi a tempo pieno al giornalismo come critica musicale e poi d’arte. Sono giornalista pubblicista dal 2011, iscritta all’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Dejanira Bada

Dejanira Bada

“Il pensiero tibetano”. In Tibet shiné è la pratica del Calmo dimorare, nonché il nome di un famoso dipinto di un monaco nell’atto di inseguire un elefante nero, ovvero la sua mente. L’inseguimento consta di nove stadi, che lo condurranno infine alla meditazione lhakthong, la pratica della visione profonda o analitica che ha inizio con il decimo e undicesimo stadio e che gli consentirà di raggiungere l’illuminazione. Ci muoviamo nel testo seguendo tale sentiero. A piccoli passi sul tetto del mondo. Che cosa ci rimane del Tibet dopo il cammino? Di cosa possiamo fare tesoro? Oggi la meditazione sta entrando sempre di più nella vita di noi stressati occidentali. Integrando la meditazione nella nostra quotidianità possiamo ottenere benefici non solo per noi stessi, ma anche per gli altri e per il nostro mondo.

Gli incontri caratterizzati da una coesione prorompente ed istintiva maturata e sviluppata nel corso dei numerosi anni di collaborazione, danno vita al nuovo progetto Just Friends Quartet proponendo un repertorio di brani tratti dal “songbook” americano. Paolo Vicari, eclettico batterista ennese tra i più acclamati e attivi batteristi jazz sul territorio, si affianca a Giuseppe Asero, formidabile sassofonista catanese, anch’egli noto jazzista siciliano dal curriculum ricco di importanti collaborazioni musicali; Angelo Cultreri, hammondista virtuoso ricco di swing ed infine Alessandro Lo Chiano, trombettista dal sound tipicamente Bebop.

Jazz Friend 4et.

Jazz Friend 4et

Data

18 Ago 2023
Expired!

Ora

20:30 - 23:00

Maggiori informazioni

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Luogo

Parco Comunale Sant'Agata Li Battiati
Via Bellini, 59, 95030 Sant'Agata li Battiati CT

Organizzatore

Associazione culturale Musikante
Telefono
WhatsApp 3276105170
Sito web
https://www.facebook.com/JazzMusikante

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