Blog Bellissima la settimana che procede da martedì 9 a lunedì 15 novembre. In copertina e contro copertina due titoli speciali che fanno riflettere sui movimenti della polis e della società in Italia. Sono Chiarelettere e Bonfirraro a pubblicarli. Gli attesi ritorni di Laura Guglielmi e del giallista Diego Collaveri, si concretizzano. Speciale edizioni per l'italo-belga Mincione!
Bellissima la settimana che procede da martedì 9 a lunedì 15 novembre. In copertina e contro copertina due titoli speciali che fanno riflettere sui movimenti della polis e della società in Italia: Cataldo Ciccolella e Giulio Valesini, La grande inchiesta di Report sulla pandemia. Con l’introduzione di Sigfrido Ranucci, per Chiarelettere; Nuccio Carrara, Orgoglio siciliano, luci e ombre dell’Autonomia e dell’Anima siciliana, per la siciliana Bonfirraro. Battesimo definitivo per Mincione edizioni: la casa editrice italiana ha scelto la sede in Belgio e propone due nomi in uscita mercoledì 10: Fabio Bussotti e Luca Raffaelli. Il Saggiatore ci ricorda, tra i tanti titoli in uscita l’11, il grande maestro Giorgio Strehler. Carrellata per La nave di Teseo, tra i quali spicca L’orchestra segreta, di Alberto Mantovani. Anche Prospero e Tunué non mancano all’appello. Il giallo sempre presente: martedì 9 torna un maestro riconosciuto su scala nazionale: Diego Collaveri con Nel silenzio della notte, Mursia. Sorpresa di grido: torna Laura Guglielmi pubblicata da Morellini. Tante novità da non perdere. Leggiamole.
Martedì 9 novembre in giallo
Diego Collaveri, Nel silenzio della notte, Mursia
La promozione a ispettore che ha portato Claudia Draghi nella città di Livorno non è servita a cancellare il suo passato. Malvista per i suoi precedenti e osteggiata dalla mentalità sessista del nuovo superiore, trova conforto nell’amicizia di Dina, attempata vicina burbera e impicciona, appassionata di polizieschi. L’improvvisa sparizione di Mihaela, badante dell’anziana, da poco in Italia e in cerca di una vita migliore, porterà le due donne a inciampare in un’organizzazione criminale che riduce in schiavitù donne invisibili arrivate come clandestine. Il ritrovamento di alcuni resti disciolti nell’acido darà un risvolto ancora più macabro al mistero della scomparsa di Mihaela. Aiutate da Luciano Martelli, un vecchio poliziotto impopolare, Claudia e Dina proveranno a risolvere il caso, ma un’amara sorpresa le attende nel silenzio della notte.
L’autore
Diego Collaveri. Da musicista e arrangiatore, a sceneggiatore per diverse società, tra cui Fandango. Docente saltuario di sceneggiatura e storia del cinema, critico cinematografico a tempo perso, ha ricevuto svariati premi per la narrativa crime. È autore della saga del commissario Botteghi (Fratelli Frilli Editore) e Fango (La Corte Editore, 2021).
Le uscite di mercoledì 10 novembre
Fabio Bussotti, La ragazza di Hopper, Mincione Edizioni
Roma, lunedì 7 settembre 2020. La cameriera di notte Nora Rednic viene strangolata nella stanza 684 dell’albergo Massimo D’Azeglio. Il commissario Flavio Bertone, osservando attentamente il cadavere sul letto, pensa che la bella ragazza di origini rumene si sia lasciata uccidere senza opporre resistenza. Il lenzuolo ancora intatto, le scarpe appaiate davanti alla poltrona, le tende alla finestra, la canottiera rosa, tutto gli ricorda il quadro di Hopper Stanza d’Albergo…
L’autore
Attore di teatro e di cinema, si è diplomato presso la Bottega Teatrale di Firenze nel 1984. Ha lavorato in teatro con registi quali , Adolfo Celi, Alvaro Piccardi, Ermanno Olmi e molti altri. In cinema, tra gli altri, con Liliana Cavani, Federico Fellini, Lkuigi Faccini, Maurizio Zaccaro, Mario Monicelli. Ha vinto nel 1989 il Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista per il film Francesco di Liliana Cavani.
Ha lavorato, tra gli altri, con Ermanno Olmi, Federico Fellini e Mario Monicelli. Allievo di Vittorio Gassman, è stato impegnato in teatro al fianco di Alessandro Gassman in La Parola ai Giurati e in tv tra i protagonisti della fiction Dottor Clown diretta da Maurizio Nichetti. È anche sceneggiatore. Il suo primo romanzo, L’invidia di Velázquez, è pubblicato da Sironi nel 2008. Il suo secondo romanzo, sempre con protagonista il commissario Flavio Bertone, è Il cameriere di Borges (Perdisa Pop 2012).
Luca Raffaelli, Lo spazio dentro, Mincione Edizioni
Luca Raffaelli, storica firma di Repubblica e Il Venerdì per il mondo del fumetto e della graphic novel, esordisce nella narrativa con Lo spazio dentro (Mincione edizioni, pagine 200, euro 16,00) una chat profonda, romantica, struggente, erotica, divertita, drammatica. Una donna e un uomo scoprono di potersi raccontare nell’intimità grazie all’anonimato: a poco a poco, attraverso le parole e le emozioni, riescono a confessare quello che tenevano nascosto. Nasce così uno scambio sensuale e spirituale che li libera dalle paure creando una potente armonia sentimentale. Tra colpi di scena e momenti di commozione, una domanda scorre costante tra le pagine del libro: ma siamo sicuri di sapere cosa sia l’amore?
Giovedì 11 novembre il libro copertina: “La grande inchiesta di Report sulla pandemia” di Cataldo Ciccolella e Giulio Valesini, con l’introduzione di Sigfrido Ranucci, Chiarelettere
Questo libro nasce dall’inchiesta dell’anno sulla pandemia da parte di Report ed è firmato da due giornalisti del team del programma di Raitre, baluardo del giornalismo investigativo italiano. Un lavoro avviato tra febbraio e marzo del 2020, quando, su un’intuizione di Sigfrido Ranucci che ha anche firmato l’introduzione del libro, per primo Report denunciò l’inesistenza di un piano pandemico italiano aggiornato e raccontò come la catastrofe avvenuta nelle successive ondate pandemiche si sarebbe potuta e dovuta gestire diversamente. Un clamoroso record di ascolti: l’inchiesta è stata tra le più seguite di sempre, con oltre 5 milioni di spettatori (la puntata “Virus e segreti di Stato” ha raccolto quasi 2 milioni di visualizzazioni su YouTube). Il racconto, che sembra una spy-story, del dietro le quinte del lavoro investigativo dei giornalisti, tra appostamenti, testimonianze sotto copertura e un’incredibile quantità di documenti inediti e email riservate. Ampio spazio è dedicato alla grande partita dei vaccini, che nasconde interessi che non possono essere taciuti, e al nuovissimo piano pandemico allestito in fretta e furia dai dirigenti del ministero della Salute. La nuova stagione di Report, appena partita, dedicherà a brevissimo una nuova e fortissima puntata ai temi del libro.
Aliza Layne, Beetle l’apprendista strega, Tunué
Nella misteriosa città di Allows, la strega dodicenne Beetle sta iniziando a praticare magia, quando arriva Kat, la sua vecchia amica, tornata in città per un apprendistato di stregoneria con sua zia, che, nel frattempo, trama di smantellare il centro commerciale. Kat è tutto ciò che Beetle vorrebbe essere: bella, simpatica, bravissima nella magia e popolare sul web. Beetle ha meno di una settimana per salvare la sua amica Blob dalla demolizione del centro commerciale e per imparare a difendersi e affrontare la magia che ha evitato per troppo tempo. Età di lettura: da 7 anni.
Sabina Minardi, Il grande libro del vintage, il Saggiatore
Drive-in, Polaroid, la Vespa. Le borse all’uncinetto, i pantaloni a vita alta, le Vans. Frien- ds, Mazinga Z, Dune. La voce di Orietta Berti che fuoriesce da una cassa bluetooth mentre un barman in gilet e baffi a manubrio serve un Old Fashioned in uno speakeasy inau- gurato da poco. Che cos’è questa confusione di immagini e oggetti di epoche diverse, stili di vita dimenticati e musica retrò? Che cos’è questa nostalgia nell’aria? La risposta sta tutta in una parola: vintage. Sabina Minardi ci conduce in un colorato viaggio nel cuore di uno dei grandi cortocir- cuiti del contemporaneo: tra moda e costume, storia e ten- denze giovanili, Il grande libro del vintage spalanca le por- te di questa indefinibile Wunderkammer di destini che si riavvolgono e gusto dell’usato. Un’opera fondamentale per comprendere perché più ci proiettiamo nel futuro più siamo affascinati dal passato; per ritrovarci nei panni appena smessi, che rivestiremo domani.
Alberto Mantovani, L’orchestra segreta, La nave di Teseo
Con COVID-19 l’immunologia è entrata prepotentemente nella vita di tutti. Parole come anticorpi, vaccini, sieri, linfociti T sono entrate nelle nostre case, a volte in modo inappropriato. A questo punto, forse, è utile capire come è fatto e come funziona il sistema immunitario, che è al tempo stesso un’orchestra dai molti strumenti, per mantenere la vita ordinata dell’organismo, e un esercito ben organizzato, per rispondere all’aggressione degli agenti esterni.
Nel mondo infinitamente piccolo in cui si consumano queste battaglie, vivono e agiscono tanti protagonisti misconosciuti. Parleremo dunque dei fagociti, eroi senza ballate del sistema immunitario, scoperti a Messina dal biologo russo Elie Metchnikoff lavorando su una stella marina con una spina di rosa. Descriveremo le cellule sentinella e i recettori Toll-like scoperti una mattina di Pasqua in un laboratorio in Germania da Christiane Nüsslein-Volhard, mentre studiava il moscerino della frutta. I virus, che come pirati nella loro evoluzione genetica hanno catturato alcune molecole dell’immunità e se ne servono per sovvertire e tenere sotto controllo le nostre difese. E che cambiando nel tempo costituiscono per noi una minaccia sempre presente. Ancora, parleremo dell’infiammazione, un meccanismo di difesa fondamentale, della memoria del sistema immunitario e dei vaccini, che hanno cambiato la vita dell’uomo sul pianeta. Ci hanno infatti permesso di sconfiggere malattie come vaiolo, poliomielite e difterite, ponendo fine alle disastrose epidemie che comportavano, e di affrontare la pandemia di COVID-19. E, oggi, promettono applicazioni anche terapeutiche e per patologie non infettive come i tumori. Questo libro vuole, soprattutto, trasmettere il senso di dubbio e l’incertezza, ma anche la sorpresa, l’entusiasmo e la passione che accompagnano chi fa ricerca nel mondo così complesso delle nostre difese immunitarie.
Elena Loewenthal, Libertà vigilata. Perché le donne sono diverse dagli uomini, La nave di Teseo
Una riflessione sulle conseguenze delle parole, per conoscerne la storia e il potere, e partecipare in prima persona a fare la differenza. Le parole che usiamo ogni giorno, i gesti che compiamo, i commenti con cui accompagniamo i nostri pensieri, ci rappresentano molto più di quanto crediamo. Questo libro è un invito a sceglierli con cura, a partire da uno dei temi più dibattuti del nostro tempo, la discriminazione di genere. Se infatti la saggezza antica, a partire dalla Bibbia, ha dato al linguaggio gli strumenti per raccontare le sfumature della realtà, l’uso distratto di oggi è al contrario una corsa alla semplificazione, di cui a fare le spese sono spesso le donne, designate con formule sminuenti o imprecise, costrette a lottare anche sul piano linguistico per ottenere quello che agli uomini sembra spettare di diritto. Elena Loewenthal racconta il grande inganno di una battaglia che guarda all’uguaglianza invece di rivendicare la complessità e la differenza. Un fronte che litiga sulle desinenze o gli stereotipi culturali, mentre il femminile viene offeso ovunque: all’anagrafe, nei posti di lavoro, sui giornali e nel web.
Aravind Adiga, Amnistia, La nave di Teseo
Il nuovo travolgente romanzo del vincitore del Booker Prize. La storia di un dilemma morale legata a una vicenda di immigrazione di bruciante attualità. Danny è dovuto scappare dallo Sri Lanka e vive a Sydney come immigrato irregolare, perché gli è stato negato lo status di rifugiato. Abita nel ripostiglio di un negozio di alimentari e lavora come addetto alle pulizie: da quattro anni si impegna per costruirsi una nuova identità e ora, con l’accento dissimulato, le mèches dorate tra i capelli e una fidanzata vegana di cui è
innamoratissimo, Danny si sente finalmente vicino a un’esistenza normale. Ma una mattina scopre che una sua cliente è stata uccisa e lui potrebbe avere delle informazioni cruciali. Danny ha di fronte a sé una scelta impossibile: raccontare tutto alla polizia rischiando di essere scoperto e quindi espulso, oppure tacere, lasciando che il colpevole rimanga impunito. Nell’arco di una giornata che sembra interminabile, in cui il peso del passato si intreccia ai sogni per il futuro e all’assurdità di un presente da invisibile, Danny si trova a lottare con la propria coscienza e a dover decidere se chi è senza diritti abbia lo stesso dei doveri e delle responsabilità.

Annet Henneman, Nonostante. Diari dalle terre di conflitto in Medioriente, Prospero Editore
«Annet, hai incontrato e scelto vittime di ingiustizie, di diritti umani violati, di paesi in guerra. Hai deciso di farci vedere di che si tratta. Hai separato il teatro dalla sua separatezza. Hai tracciato confini irregolari senza preoccuparti delle proteste dell’arte. Molti non hanno riconosciuto quel che facevi. Hai saputo resistere e continui a farlo per non essere sopraffatta dall’indifferenza e dall’irriconoscibilità. L’intelligenza nell’arte del resistere è stata la tua dote principale, più ancora della tua tecnica artistica. Per questo ti siamo grati.» Eugenio Barba (Odin Teatret).
Diari, foto e riflessioni su ventitré anni di permanenze in territori di conflitto: Iraq, Kurdistan turco e iracheno, Egitto, Palestina, Iran, Giordania. Tutto ha avuto inizio con il voler raccontare la vita quotidiana di chi vive isolato in situazioni di guerra, occupazione, oppressione, tramite rappresentazioni che mettono l’informazione giornalistica sul palcoscenico: il cosiddetto “teatro reportage”. Ma da queste esperienze lavorative non è nata solo la raccolta di storie di vita delle persone conosciute negli anni che qui si riporta, ma anche una serie di relazioni intime e famigliari, tenute vive dal racconto quando si è lontani e dall’appagante sensazione di “ritorno in famiglia” quando si riesce nuovamente ad abbracciarsi.
Annet Henneman (Velsen – Olanda, 1955), laureata in arte drammatica, ha fondato insieme ad Armando Punzo l’associazione Carte Blanche e La compagnia della fortezza a Volterra. Nel 1998, sempre a Volterra, ha fondato la compagnia Teatro di Nascosto (Hidden Theatre), che dal 2000 mette in scena lavori di “teatro reportage” con attori provenienti da Medio Oriente ed Europa.
J.B. MacKinnon, Il giorno in cui il mondo smette di comprare, Il Saggiatore
I primi ad accorgersi che qualcosa è cambiato sono i commessi dei negozi: quel giorno stanno clamorosamente mancando gli obiettivi di vendita. Poche ore dopo i responsabili di zona mandano resoconti preoccupati ai loro capi. Il giorno successivo gli addetti ai magazzini dei maggiori siti di shopping online vedono i loro ritmi frenetici rallentare. Nel giro di pochi giorni il colore del cielo cambia con il calare delle emissioni di anidride carbonica. Il mondo ha smesso di comprare: non è l’inizio di un romanzo distopico; è l’unica cosa che può salvare noi e la Terra.
Parliamoci chiaro: è lo stile di vita basato su un consumo costante la causa principale del collasso ecologico. Siamo disposti ad avviare trasformazioni radicali su scala globale per rendere più verde e sostenibile il nostro stile di vita, ma non a diminuire i nostri acquisti, quello no, è l’ultimo tabù. Se smettiamo di comprare, dicono politici ed economisti, sarà una catastrofe, la fine della nostra società e di milioni di posti di lavoro. Ma è davvero così?
Per rispondere a questa domanda, J.B. MacKinnon ha attraversato il pianeta parlando con gli ultimi cacciatori-raccoglitori africani, con dirigenti dell’industria della moda e con chi lavora negli stabilimenti tessili in Bangladesh, con pubblicitari più o meno pentiti e membri di comunità autosufficienti, con chi produce oggetti usa e getta e chi li cura come prodotti artigianali. Ha visitato gli ultimi luoghi degli Stati Uniti in cui i negozi sono chiusi la domenica; ha attraversato città in cui, avendo tagliato l’illuminazione artificiale, si è tornati ad ammirare le stelle; ha scoperto insospettabili sacche di resistenza al consumo nel cuore del Giappone ipertecnologico.
Ridurre i nostri consumi non è un processo indolore, ma è possibile, necessario e non rimandabile se vogliamo interrompere la spirale distruttiva che sta devastando le nostre vite e la Terra. Il giorno in cui il mondo smette di comprare è la proposta di un futuro diverso, un futuro che inizia da una nostra semplice decisione: devo davvero premere il pulsante «acquista»?
Che cosa succederebbe alla nostra società e al pianeta su cui viviamo se improvvisamente decidessimo di non acquistare più vestiti, alimenti nei supermercati, l’elettricità nascosta dietro ogni interruttore, l’aria condizionata, il carburante e ogni altro bene che oggi definisce il nostro mondo? «Il giorno in cui il mondo smette di comprare centra pienamente il dilemma della nostra civiltà. È uno dei libri più importanti e meglio scritti che abbia mai letto». «Un’appassionata chiamata alle armi per salvare noi stessi e il pianeta partendo dal nostro carrello della spesa.» The Guardian.
L’autore
J.B. MacKinnon (Sheffield, 1970), giornalista, attualmente collabora con The New Yorker e tiene un corso di scrittura presso la University of British Columbia. I suoi articoli sono stati pubblicati su National Geographic e The Atlantic. Ha pubblicato The 100-Mile Diet (2007; con Alisa Smith), Dead Man in Paradise (2007) e The Once and Future World (2013).
Libro contro copertina: “Orgoglio siciliano, luci e ombre dell’Autonomia e dell’anima siciliana” di Nuccio Carrara, Bonfirraro
È un viaggio attraverso le vicende storiche e umane dell’Autonomia ed è anche un tentativo di esplorazione dell’anima siciliana in alcuni suoi aspetti peculiari, talvolta poco conosciuti. Particolare attenzione è dedicata alle vicende, tra il 1943 e il 1947, del Movimento indipendentista di Andrea Finocchiaro Aprile che, affiancato dalla formazione paramilitare di Antonio Canepa e Concetto Gallo, nel bene e nel male. È stato determinante per spingere il Governo italiano a riconoscere alla Sicilia un regime di autonomia speciale.
L’autore ci fa rivivere la nascita dello Statuto, “minuto per minuto”, attraverso gli interventi dei padri dell’Autonomia, tra i quali, oltre ai nomi più noti come quelli di La Loggia e Alessi, spiccano anche quelli di protagonisti considerati minori, come Giovanni Salemi, Giovanni Guarino Amella, Cristoforo Prato, Mario Mineo e altri, che invece hanno avuto un ruolo spesso preponderante nella stesura delle norme statutarie. In questo modo viene tolto dall’oblio un importante periodo storico spesso trascurato e relegato soltanto ad argomento puramente celebrativo buono per le ricorrenze, ma non per una reale opera di consapevolezza che dovrebbe interessare tutti i siciliani e in particolare l’intera classe politica.
L’opera offre vari contributi di personalità siciliane di spicco appartenenti al mondo della cultura, dell’arte, dell’economia, della religione e della giustizia, che danno un quadro interessante della Storia e della vita della nostra Sicilia. Ciascuno vi concorre non solo attraverso le proprie competenze ma, talvolta, anche con le proprie esperienze personali. Immagini e documenti, a volte inediti, la arricchiscono di informazioni che la gente comune difficilmente potrebbe reperire tra i meandri di una vasta pubblicistica o perdendosi nel mare magnum della rete. Destinata al grande pubblico, vorrebbe mettere in luce quello che, a volte, solo pochi cultori e/o gli addetti ai lavori conoscono. La storia appartiene a tutti e per questo vogliamo che a leggere l’opera, oltre ai giovani, siano in tanti, per ritrovare il senso di appartenenza nelle le proprie radici e, forse, anche per capire verso dove siamo destinati ad andare.
L’autore
Laureato in lettere classiche, già deputato e sottosegretario alle Riforme Istituzionali, Nuccio Carrara collabora con l’Accademia Nazionale della Politica, con l’Università della Terza Età (Unitre). Editorialista del quotidiano on line IlSud24.it. Nel 1994 è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Rieletto nel 1996 e nel 2001, tra i diversi incarichi è stato vicepresidente della Commissione parlamentare consultiva in ordine alla attuazione della riforma amministrativa. Capogruppo della Commissione Affari Costituzionali. Nel 2005 è stato nominato sottosegretario alle Riforme Istituzionali nel terzo Governo Berlusconi. Hanno contribuito al volume: Giuseppe Artino Innaria, Andrea Bartoli, Letizia Battaglia, Rita Cedrini, Giovanni Ciancimino, Massimo Costa, Roberta D’Ancona, Antonio Di Grado, Laura Di Stefano, Piero Fagone (Pierino, all’anagrafe), Francesco Failla, Marinella Fiume, Fabrizio Fonte, Giacomo Gargano, Giacomo e Carol, Vicky Gitto, Antonella Gurrieri, Mario Incudine, Giuseppe Leone, Valeria Patrizia Li Vigni Tusa, Candeloro Domenico Nania (detto Rino), Palmiro Prisutto, Lorenzo Reina, Franz Riccobono, Ivan Scinardo, Ignazio Zambito.
Giorgio Strehler, Lettere agli italiani, Il Saggiatore
«Credo che oggi si debba avere fiducia non tanto nella so- cietà, quanto piuttosto nell’essere umano. Nell’individuo. Deve esserci un modo per vivere un po’ meglio.» Per tutta la vita Giorgio Strehler ha alternato alla carriera artistica l’impegno politico, con pari passione e ardore: oltre a essere stato un faro per la scena teatrale nazionale, infatti, per qua- si mezzo secolo ha pubblicato articoli sui principali quoti- diani italiani e ha militato nei partiti della sinistra, fino a essere eletto prima al Parlamento europeo e quindi al Sena- to, sempre intrecciando ai grandi eventi storici del secondo Novecento le proprie riflessioni e i propri vissuti.
Le Lettere agli italiani raccolgono il fiore di questa lunga esperienza da intellettuale pubblico, il suo pensiero sull’ere- dità della Resistenza, sull’emergere del razzismo, sulla fine dell’Unione Sovietica, sulla necessità di unire culturalmente l’Europa in «un nuovo Umanesimo europeo» ancor prima che a livello di istituzioni, su Tangentopoli e sul crollo della Prima Repubblica, sul bisogno di giustizia e sugli eccessi del giustizialismo. Quelle di Strehler sono considerazioni mai banali e sempre espresse con coraggio, esponendosi in pri- ma persona nelle assemblee e sulla carta stampata, all’inter- no delle quali trovano spazio inediti e intimi ritratti di luo- ghi e personaggi: dalla Trieste dell’infanzia alla tanto amata Milano, da Sandro Pertini a Norberto Bobbio, senza dimen- ticare il compagno di strada Paolo Grassi, con cui fondò il Piccolo Teatro.
Queste pagine – arricchite dalla prefazione di Ferruccio de Bortoli – rappresentano una testimonianza unica di impe- gno civile e delle possibilità che ha l’arte di «agire tra le stra- de del mondo». Un invito che dal cuore del turbolento xx secolo giunge intatto sino a noi: perché il palcoscenico del presente torni a essere un luogo in cui la voce e le speranze degli uomini possano risuonare.
Johannes Itten, Teoria della raffigurazione e della forma, Il Saggiatore
Nell’autunno del 1919 Walter Gropius invita Johannes Itten a fare parte del corpo insegnante del neonato Bauhaus a Weimar. La celebre scuola non ha ancora un programma definito e Itten propone di inserire in un corso preliminare tutti gli studenti che mostrano un interesse di tipo artistico. Al pittore viene lasciata la più totale libertà riguardo ai temi e alla struttura delle lezioni: è l’inizio di uno dei corsi più innovativi della scuola e l’occasione per ribaltare il concetto tradizionale di insegnamento artistico basato sulla ripeti- zione di modelli consolidati.
Il corso ha lo scopo di impratichire gli studenti con le più diverse modalità di raffigurazione – pittura, scultura, foto- grafia, uso del colore, del ritmo e dei contrasti di forme e to- nalità – al fine di trovare quella più consona alle inclinazioni individuali e produrre opere ispirate non da modelli teorici, ma da un’emozione. Le lezioni di Itten sono introdotte da esercizi di respirazione che eliminino rigidità e tensioni dal corpo, e proseguono sfidando la creatività degli allievi nei modi più vari: si scompongono i capolavori di Goya e Giot- to in sezioni di luce e ombra; si sperimenta con tessuti, legni e metalli, toccandoli, plasmandoli e assemblandoli; si cerca il modo più spontaneo di riprodurre a memoria la corteccia di un albero o di tracciare con poche linee istintive l’essenza di una tigre o di un cavallo al galoppo. “Teoria della raffigurazione e della forma”, che raccoglie le in dicazioni creative di Johannes Itten per il suo insegnamento al Bauhaus e le riproduzioni dei lavori degli allievi, è una fonte inesauribile di idee e intuizioni e, oggi come allora, il manifesto di una concezione rivoluzionaria dell’arte: un’arte che nasce non dall’imitazione del passato ma da un’emozio- ne profonda e personale.
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