Visioni Il regista calabrese Alessandro Marinelli e sua moglie, Simona Messina, siciliana di Mussomeli, con il corto vincitore del premio per il film più visto del festival berlinese nato appositamente per raccontare la quarantena, hanno focalizzato il lockdown del quartiere romano di Tor Pignattara: «Abbiamo assistito al lento mutamento della situazione, cercando di catturare la vita che vedevamo intorno a noi, che era il riflesso di ciò che avevamo dentro»
Votato da ogni parte del mondo e con oltre 40.000 visualizzazioni, “Quarantine mood”, il cortometraggio del regista calabrese Alessandro Marinelli e di sua moglie, Simona Messina, siciliana di Mussomeli, ha vinto il Berlino Corona Short Film Festival aggiudicandosi l’Audience Award, il prestigioso premio per il corto più visto.
Tale prestigioso riconoscimento farà sì che “Quarantine mood” verrà distribuito dalla stessa organizzazione del Festival che ha assegnato altri tre premi: il Grand Jury Prize e due Jury Special Mention. In tempi di Covid 19, il Corona Short Film Festival di Berlino aveva invitato i creatori di tutto il mondo a presentare cortometraggi creati dall’isolamento e l’invito è stato raccolto a pieno titolo, basti dire che sono stati inviati oltre 1200 cortometraggi.
Il promotore dell’iniziativa, Dejan Bučin e il presidente della giuria, Tom Vlaschiha hanno quindi organizzato con Christian Schwochow che dato piena forma all’idea, ovvero l’attuazione di un festival durante la pandemia provocata dal Coronavirus. Di tutti i film arrivati, soltanto 35 film sono giunti in finale. La votazione online, aperta a livello planetario, s’è conclusa domenica 24 maggio. Quindi l’annuncio della quaterna dei vincitori. «Il nostro Quarantine Mood vince il primo (e speriamo ultimo) International Pandemic Short Film Festival. Grazie a tutti per aver apprezzato e sostenuto il nostro progetto» ha detto a caldo il regista, Alessandro Marinelli.

Simona Messina e Alessandro Marinelli
Simona Messina: «In questo periodo di isolamento per noi anche artistico, io e Alessandro abbiamo girato questo corto dal titolo “Quarantine Mood” e per caso lo abbiamo anche iscritto a questo festival internazionale. Quando ci hanno comunicato di essere tra i finalisti siamo stati molto contenti e ancora di più lo siamo adesso. Grazie a tutti per il sostegno e l’affetto». E dalla Pescheria delle idee di Mussomeli, incubatore di progetti volto a riattivare la comunità presieduta dall’architetto Michele Schifano, sono arrivati subito altri complimenti: «Siamo felicissimi per i nostri compagni di viaggio Alessandro Marinelli e Simy Messina. Una immensa gioia per questi talentuosi artisti».
Il film racconta la vita ripresa da un terrazzo di Tor Pignattara, a Roma, trapuntata dalla struggente immagine di un gabbiano che apre alla speranza. In meno di cinque minuti il video sintetizza la vita in queste settimane di pandemia da Covid-19 e appare irreale il silenzio che circonda il quartiere dove si sente perfino il cinguettare degli uccelli, rotto dall’ululare delle sirene e dall’altoparlante sull’auto dei vigili urbani che intimano di rispettare l’isolamento. La vita si sposta, dalla strade alle terrazze di uno dei quartieri più multietnici della Capitale. Un colpo d’occhio inedito, assolutamente irrealizzabile in tempi diversi, che offre uno spaccato che va oltre l’immagine in sé, colto appieno dalla giovane coppia esperta di cinema.
Alessandro Marinelli, infatti, è regista documentarista e docente di cinema presso la Rufa, Rome University of Fine Arts, e sua moglie, Simona Messina e aiuto regista e montatrice.
«L’idea di questo corto – dice la coppia – è nata un pomeriggio di marzo, quando abbiamo scoperto di avere una terrazza condominiale che affaccia sui bei tetti di Tor Pignattara e abbiamo osservato il quartiere da un punto di vista inusuale. Abbiamo assistito al lento mutamento della situazione, che si era venuta a creare, cercando di catturare la vita che vedevamo intorno a noi, che era il riflesso di ciò che avevamo dentro. La vita che non si ferma e ha bisogno di manifestarsi e mostrarsi, in ogni situazione e in tutti i modi». Dal loro punto d’osservazione privilegiato, la coppia ha catturato l’anima autentica della città, quella dei suoi abitanti. L’armonia di due ballerine, Arianna e Martina che si allenano con eleganti movenze in simultanea a esprimere in pochi minuti un sentimento di positività e di ripresa. E di augurio.
La giovane coppia di professionisti lo scorso anno propose in anteprima regionale al cine Manfredi di Mussomeli il pluripremiato “Basileus/la scuola dei re” prodotto da Rai Cinema e già finalista al Giffoni Festival 2017, che per altro venne mandato in onda anche su Rai 3 lo scorso 22 agosto. Film proiettato anche in Canada, al Doxa Film Festival, nella sezione Italia Italia dove ogni anno vengono proposti i migliori documentari italiani.
“Basileus–La scuola dei re” film documentario della durata di 80 minuti è ambientato nella scuola media Federico Fellini del quartiere San Basilio a Roma, che racconta i percorsi di formazione di un gruppo di adolescenti e di cosa significhi essere insegnanti in contesti non semplici come quelli delle scuole di periferia. Un viaggio nella vita di classe attraverso una coralità di voci e di volti che ci mostra un mondo incredibilmente denso da scoprire, trasudante della vitalità tipica dell’adolescenza, di speranze, sogni, ma anche carico di difficoltà, di paure e d’incertezza verso il futuro. Un lavoro certosino, reale e coinvolgente, a tratti commovente, presentato, come dicevamo, in prima regionale in Sicilia lo scorso maggio. Un film che andrebbe fatto vedere soprattutto nelle scuole dell’isola, perché invita alla riflessione sulla funzione degli insegnanti e, soprattutto, schiude sul mondo degli adolescenti. E indimenticabili sono i tanti protagonisti di questo film, sia alunni che docenti, sui quali giganteggia la figura dell’insegnante catanese Marco Maugeri.

Simona Messina col marito Alessandro Marinelli ospiti al cinema di Mussomeli
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