Blog Edito da I buoni cugini, "Negare il bene" del giornalista palermitano è un thriller in salsa italiana, anzi proprio palermitana. Come i piatti siciliani, è ricco di molti ingredienti tipici del genere e altri personali. Innanzi tutto ci sono molti personaggi dal tratto ambiguo, non si sa bene fino in fondo chi sia chi
Le grandi città hanno tutte mille sfaccettature, una città come Palermo ne avrà sempre mille e una. Stavolta l’una in più è descritta nel romanzo di Giovanni Villino “Negare il bene”, edito nel 2024 da I Buoni Cugini.
“Negare il bene” è un thriller in salsa italiana, anzi proprio palermitana. Come i piatti siciliani, è ricco di molti ingredienti tipici del genere e altri personali. Innanzi tutto ci sono molti personaggi dal tratto ambiguo, non si sa bene fino in fondo chi sia chi; vengono descritte (e quindi denunciate) tutte le problematiche reali dei giornalisti e del giornalismo contemporaneo per mezzo del suo protagonista Salvatore Luce; non mancano colpi di scena, la presenza di gruppi segreti che non si definiscono né “una setta, né una loggia”; scene di rituali misteriosi, l’iniziazione di Lucia, la protagonista femminile, vero perno di tutto; una misteriosissima pietra nascosta. E poi c’è Palermo, altra protagonista di dinamiche, di luoghi, di difficoltà, di ipocrisie, di sotterfugi e sottopassaggi. Talmente realistica che forse a volte riesce perfino a uscire dagli stereotipi.
Il libro ha molto del suo autore, Giovanni Villino, giornalista del Giornalista di Sicilia e di Tgs, appassionato di innovazione e social media, volto noto di Palermo che nel 2023 ha vinto il premio giornalistico “Giuseppe Ruffino”. “Negare il bene” non è il suo primo romanzo, ma forse è il primo tassello di un quadro ben più grande che sembra una ricerca morale di sé.
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Giovanni Villino
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