Buio in sala Nonostante ci siano tutti gli ingredienti dei film del regista della Grande Mela, c’è qualcosa che non funziona in "Un giorno di pioggia a New York" ed il film sembra allontanarsi dal guizzo di vivacità intellettuale caratteristico di Allen. Inoltre, forse pensando a se stesso, promuove il protagonista maschile Gasby ad unico personaggio autentico, l’innamorato di un’epoca passata…
Dal 28 novembre nelle sale cinematografiche italiane “Un giorno di pioggia a New York” di Woody Allen. Il film girato nel 2017 è uscito per adesso solo in Italia il 28 novembre perché oggetto di questioni legali che hanno mischiato il privato del regista alla sua produzione artistica. Gli Amazon Studios che l’hanno prodotto avrebbero dovuto anche distribuirlo, ma non l’hanno fatto in forza degli eventi (nascita del movimento #MeToo) che hanno visto il regista al centro delle accuse di molestie sessuali.
La commedia romantica ha come protagonisti principali due giovani universitari: Gasby (Timothée Chalamet) ed Ashleigh (Elle Fanning). Fidanzatini e colleghi di studio (frequentano lo Yardley College in Arizona) si amano teneramente e quando ad Ashleigh viene concessa la possibilità di poter intervistare a New York il famoso regista Roland Pollard (Liev Schreiber) per il giornale del college, i due giovani decidono di recarsi per un weekend a New York. Ashleigh non c’è mai stata e Gatsby, sarebbe felice di poterle fare conoscere le meraviglie della sua amata Manhattan e dintorni.

Timothée Chalamet e Elle Fanning in “Un giorno di pioggia a New York” di Woody Allen
Nel prodotto cinematografico ovviamente confezionato alla perfezione tutto parla di Woody Allen: la musica di fondo è quella dei suoi film così come le scenografie di Santo Loquasto e la fotografia di Vittorio Storaro cuciono per la Grande Mela, co-protagonista del film, l’atmosfera malinconica tanto cara al regista. Lo stesso Gasby, con quella sua aria dinoccolata e sognatrice ritrova nei colori plumbei del cielo i toni crepuscolari dell’anima di Allen.
Gasby sembra essere il vero e proprio alter ego del regista: è raffinato, colto, suona il piano, ama la letteratura a cui fa continui riferimenti ed è in rotta con una famiglia troppo ricca e snob e il weekend a New York con Ashleigh gli dà l’occasione di potersi sottrarre all’ennesimo party dei ricchi genitori. A lui in contraltare, la ragazza ruspante, figlia di “nouveaux riches” dell’Arizona; abituata al sole del deserto non sopporta né la pioggia né d’anteporre altro, costi quel che costi, che le impedisca di avvicinarsi all’agognato mondo del cinema e dei suoi idoli cinematografici. Arrivati a New York però le cose non vanno come pensato e il piovoso ed umido rendez-vous allontana irrimediabilmente i due ragazzi. L’esuberante Ashleigh, favorita da robuste dosi di beveraggi, sembra pronta ad una serie di flirt con i divi che incrociano i suoi passi e dal grande regista di “Memorie d’inverno” in perenne crisi alcolica e d’ identità, allo sceneggiatore (Jude Law ) tradito dalla moglie, all’attore di successo, Francisco Vega (Diego Luna), impenitente e irrisolto fedifrago. regala eccitati singulti involontari.

“Un giorno di pioggia a New York” Elle Fanning e Jude Law
Gasby, invece, viene catturato dalla magia della sua New York (la città acquista una luce tenue e le strade diventano lucide e pulite), e si ritrova solo a passeggiare nei luoghi magici della sua infanzia ad aspettare Ashleigh impegnata altrove. Finisce così su un set cinematografico in esterna dove incontra Shannon (Selena Gomez) la sorella di una sua ex fidanzata che con stupore riscopre donna ormai fatta e la cui presenza lo induce a ripensare al passato ed alle pressoché inesistenti affinità con Ashleigh. Nel tempo che esubera, Gasby ha modo di rivedere il fratello e di giocare a poker con gli amici di lui; vince molto, vince sempre ma non gli interessa costretto com’è a fare i conti con una nuova realtà che non è ancora completa. Per una serie di vicende fortuite finisce poi per rientrare nel ventre familiare dove subirà ulteriori e imprevisti colpi di scena.

“Un giorno di pioggia a New York”, Selena Gomez e Timothée Chalamet
Nonostante ci siano tutti gli ingredienti dei film di Woody Allen, c’è qualcosa che non funziona ed il film sembra allontanarsi dal guizzo di vivacità intellettuale caratteristico del regista; il film presenta fastidiosi picchi iperglicemici e noiosi sbaffi nella troppo caricata ingenuità della protagonista e nel troppo artato disincanto della ritrovata Shannon (Selena Gomez). Se è vero che l’andamento risulta comunque gradevole e si sorride… sembra che il film goda più che altro di crediti passati e solo in alcuni tratti, come il confronto tra Gasby e la madre, aprendo scenari inaspettati, presenti il guizzo del genio brillante a cui siamo stati abituati per circa 40 anni. Woody Allen nel film, che certo non ricorderemo come uno dei suoi migliori, omaggia la sua città che sotto la pioggia appare dolente e malinconica ma anche palcoscenico dell’uomo che è sempre inerme di fronte all’ineluttabilità del destino manipolatore degli eventi.

“Un giorno di pioggia a New York”, Woody Allen con i giovani protagonisti
Inoltre, forse pensando a se stesso, promuove Gasby ad unico personaggio autentico, l’innamorato di un’epoca passata… mentre la bionda e svaporata Ashleigh si abbaglia del glamour dell’effimero e dell’incontro con il divo dei suoi sogni residuerà solo il piacere di potere raccontare ai suoi nipotini di essere quasi stata con il divo Francesco Vega a meno che, seguendo un meno svampito tornaconto, non le risulti più conveniente in tempi tardivi, accusarlo di molestie sessuali nel carosello senza fine del rutilante mondo dello spettacolo.
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