Musica A oltre dieci anni dal loro ultimo disco di inediti, i fratelli nisseni Enzo e Lorenzo Mancuso con "Manzamà" (Squilibri Editore) dal 25 settembre ritornano a tessere filati di straordinaria fattura, in mirabile equilibrio tra il filo della memoria personale e il respiro solenne della storia. Immersi in una dimensione quasi onirica, intimi e a volte anche sofferti quadri di vita quotidiana si aprono così, con squarci di grande impatto, sulle tragedie che dilaniano il nostro presente
Compositori e polistrumentisti animati da una vena poetica e musicale di assoluta originalità, i Fratelli Mancuso cantano storie intessute di idiomi e suoni antichi che, nei vortici di una continua affabulazione, ritornano incessantemente alla loro terra natìa, la Sicilia, dove grazie alla loro arte sembrano fondersi mondi in apparenza inconciliabili. Eredi privilegiati di una tradizione che hanno trasfigurato nel prisma dei loro innumerevoli strumenti e alfieri di un canto intimo ed essenziale, a oltre dieci anni dal loro ultimo disco di inediti Enzo e Lorenzo Mancuso ritornano a tessere filati di straordinaria fattura, in mirabile equilibrio tra il filo della memoria personale e il respiro solenne della storia. Immersi in una dimensione quasi onirica, intimi e a volte anche sofferti quadri di vita quotidiana si aprono così, con squarci di grande impatto, sulle tragedie che dilaniano il nostro presente. Culmine effettivo di una creatività fuori dal comune, Manzamà si avvale del prezioso apporto di altri artisti e compositori, tra i quali Franco Battiato e Aldo Giordano (che hanno curato gli arrangiamenti), Marco Betta, German Diaz, Ferruccio Spinetti, Arnaldo Vacca, Mario Arcuri e Giovanni Sollima e, nel ricco libretto, dei dipinti di Beppe Stasi a corredo di canti che trasudano di esperienze vissute in prima persona, nel corso di una carriera decisamente fuori dal comune.
Nativi di Sutera, i due fratelli emigrano negli anni’70 a Londra dove, per otto anni, lavorano in fabbrica, mentre nel tempo libro, a contatto con circoli e teatri, iniziano a ricomporre i frammenti del patrimonio musicale della loro terra. Ritornati in Italia, nei primi anni ’80 si esibiscono in Germania e in Francia, per lo più in piccoli teatri. Decisivo per la loro carriera l’incontro con Joaquin Diaz, il grande etnomusicologo spagnolo, monumento vivente del folklore iberico, con il quale avviano un rapporto di collaborazione che sfocia nella pubblicazione, in Spagna prima che in Italia, dei loro primi due CD, Nesci Maria (1986) e Romances de alla y de aca (1990). Nel 1993, dopo aver dedicato un altro CD al loro paese natìo, vincono il Premio Recanati. Nel 1997 pubblicano il CD Bella Maria, e partecipano, come compositori e attori, al film Il talento di Mister Ripley di Anthony Minghella, inaugurando una collaborazione con il cinema e il teatro d’autore che dura tuttora e che ha un suo riferimento privilegiato nelle opere di Emma Dante. Nel 2013, alla 70a edizione della Mostra del cinema di Venezia, vincono così il Premio Sound Track Stars e, l’anno dopo, ottengono la nomination al Globo d’Oro e al Nastro d’Argento per la colonna sonora del film Via Castellana Bandiera della regista siciliana. Da ricordare ancora, nella loro discografia, Italian Odissey, inciso nel 2000 per la Putumayo World Music Records, e distribuito in tutto il mondo, Cantu, del 2002, e il cd edito ancora una volta in Spagna, nel 2004, Trazzeri. Manzamà, co-prodotto con 802 Records, è nei migliori negozi di dischi dal 25 settembre.

I Fratelli Enzo e Lorenzo Mancuso
Manzamà
1) Lassami dòrmiri (5:20); 2) Manzamà (4:47); 3) Lacrima (4:39); 4) Occhi di vitru (3:43); 5) Li suonni (3:58); 6) Deus meus (4:38); 7) Ti canùsciu firita (4:26); 8) Tu vidé ti nni va (3:13); 9) ‘Nti la nacuzza ci trasi lu suli (4:53); 10) Animi (5:00); 11) Rosa di carta (5:00); 12) Un velu d’aria (3:09); 13) La scinnuta (3:37); 14) Cori miu (3:05).
Testi e musica: Enzo e Lorenzo Mancuso ad eccezione di Nti la nacuzza (Tradizionale-Lorenzo Mancuso) e di Cori miu (Marco Betta-Onofrio Mancuso). Arrangiamenti: Franco Battiato (Quartetto d’archi in Lassami dormiri, Occhi di vitru, Rosa di carta e Un velu d’aria) e Aldo Giordano (Ti canùsciu ferita, Lisuonni, Manzamá e Animi).
Enzo Mancuso: canto, chitarra, saz baglama, sipsi, flauta de sabugheiro, viola, sansula, viola de beiroa; Lorenzo Mancuso: canto, harmonium; Giovanni Sollima: violoncello (Cori miu, Lacrima e Deus meus); Marco Betta: pianoforte (Cori miu); Gérman Diaz: ghironda (Ti canùsciu ferita, Tu vidè ti nni va) e lira organizzata – ghironda (La scinnuta e Nti la nacuzza); Mario Arcari: duduk e oboe (Animi) e launedda, duduk e clarinetto (Ti canùsciu ferita); Peppe Frana: oud (Manzamá); Arnaldo Vacca: percussioni (Manzamá e Ti canùsciu ferita); Ferruccio Spinetti: contrabbasso (Manzamá); Mosé Chiavoni: clarinetto (Li suonni); Aldo Giordano: pianoforte (Li suonni, Ti canùsciu ferita e Animi); Andrea Amico: contrabbasso (Ti canùsciu ferita, Li suonni e Animi); Francesca Bongiovanni: violoncello (Animi e Manzamà); Marco Alessi: chitarra (Ti canùsciu ferita); Patrizia Capizzi: chitarra (Ti canùsciu ferita); Massimiliano Dragoni: salterio (Lassami dormiri); Quartetto d’archi (Li Suonni e Ti canùsciu ferita); Laura Gallo (violino), Francesca Bongiovanni (violoncello), Luigi Sferrazza (violino) e Filippo Di Maggio (viola); Quartetto d’archi (Lassami dormiri, Occhi di vitru, Rosa di carta e Un velu d’aria); Andrea Cortese (1° violino), Azusa Onishi (2° violino), Elga Ciancaleoni (viola) e Ivo Scarponi (violoncello); Cori (Ti canùsciu ferita e Rosa di carta); Gruppo Vocale “Amoris Laetitia” (Fabio La Marca, Giovanni Bunoni, Alessandro Pistone, Francesca Di Giugno, Gabriele Ferrara, Andrea Manta e Nino Moribondo); voce bianca (Animi) Elisea Sciacca.
Registrato presso Entropya Recording Studio Perugia, RECstudio San Cataldo (Caltanissetta), Studio Almendra Palermo, Giottomusic Perugia, Estudios Casabranca Cospeito Lugo Spagna. Mix e mastering: Aldo Giordano (RECStudio).
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